Truffe: giro di fatture false, tre arresti a Palermo

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Un frame tratto dal video della Guardia di Finanza mostra un momento dell'operazione che ha permesso di scoprire l'esistenza di false onlus per trasporto degli emodializzati a Palermo che nascondevano in realtà attività d'impresa gestita da pregiudicati. L'inchiesta della procura di Palermo e della guardia di finanza ha alzato il velo sulla truffa dei trasporti di pazienti per conto dell'asp, Palermo, 19 Novembre 2020. I finanzieri hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal gip nei confronti di sei persone accusate tra l'altro di falso, associazione a delinquere, truffa allo Stato e frode nelle pubbliche forniture. ANSA/UFFICIO STAMPA/GUARDIA DI FINANZA +++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++

I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza cautelare ai domiciliari nei confronti di tre uomini accusati di associazione a delinquere ed emissione di fatture false.

Gli arrestati sono Armando Caggegi, 71 anni, Giovanni Cannistraro, 70 anni, Pietro Anello, 68 anni tutti residenti a Palermo. Le società sequestrate sono la Arca Edilizia srls, A&G Multiservice sas, Anpi Naval srls, e la General Service. Oltre ai tre finiti ai domiciliari nell’inchiesta sono coinvolte altre 9 persone: tre dipendenti pubblici che avrebbero svolto “in nero” lavori edili e di giardinaggio usufruendo dello “schermo” societario messo a disposizione dall’organizzazione e tre percettori di reddito di cittadinanza, che avrebbero richiesto l’emissione delle fatture false per coprire la propria attività lavorativa e non perdere il beneficio assistenziale, che ora saranno segnalati all’Inps.

Le indagini, condotte dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Palermo – I Gruppo Tutela Entrate, avrebbero permesso di quantificare in oltre 2 milioni di euro l’ammontare delle fatture inesistenti che sarebbero state emesse dalle società nella disponibilità degli indagati nel periodo 2019 – 2021. Come ricostruito dalle indagini dei finanzieri il profitto che spettava agli indagati era il 10% dell’importo delle fatture.